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Dialogue Flybook: impariamo a volare!
Sbarcano in Italia i primi sub-notebook della taiwanese Dialogue, minacciando di mietere utenti in ben due settori, quello dei portatili e quello dei palmari. Un look giovanile ma nel contempo professionale accompagna caratteristiche veramente strabilianti, rivolte principalmente alla connettività.
Dialogue Technology Corp. esordisce in grande stile nel nostro mercato, con un gioiellino tecnologico molto interessante: un piccolo portatile, con velleità di tablet-pc, pronto a dare nuova linfa ad un settore, quello dei sub-notebook, che in Italia non è mai stato preso sul serio, nè dagli utenti nè tantomeno dai produttori.
Nonostante la natura stessa di questa macchina imponga un ingombro minimo è impossibile non rimanere esterrefatti, al primo impatto, nel notarne le dimensioni ed il peso incredibilmente contenuti. Il feeling è a tutti gli effetti quello di un volume con copertina cartonata: senza nulla togliere al fascino di un buon libro, "sfogliando" il flybook siamo proiettati in tutt'altro tipo di emozioni. Se poi gettiamo uno sguardo alla scheda tecnica possiamo apprezzare ancora di più le possibilità offerte da questo gioiello: in Italia sarà commercializzato il FlyBook A33G-tri, dotato di processore Transmeta Crusoe TM5800 da 1GHz, 512 MB di DDR-RAM, scheda video ATI Mobility Radeon, WiFi 802.11b, Bluetooth 1.1, GPRS triband, display touch-screen con risoluzione 1024x600.

Il processore

Il componente più interessante è sicuramente il processore. Nata nel 1995, Transmeta Corp. si occupa della produzione di microprocessori compatibili x86 gestiti a livello software. Nel 2000 ha rilasciato la prima CPU della famiglia Crusoe, che è
stata inserita dalla Microsoft nell'elenco dei processori supportati a partire da Windows XP. La cosa ha provocato qualche attrito con Intel, ma non avrebbe dovuto stupire più di tanto visto che Paul G. Allen, co-fondatore di Microsoft assieme a Bill Gates, è l'azionista di maggioranza di Transmeta. Sulle potenzialità dell'azienda si è comunque espresso adeguatamente uno
dei suoi impiegati: "La prima volta che ho visitato gli uffici di Transmeta, quando non avevano prodotto ancora neanche un processore, ho pensato che fossero dei pazzi! Ma poi ho pensato che se proprio avessi dovuto scegliere un'azienda, ne avrei preferita una in cui lavorare fosse divertente, e Transmeta era quella giusta!". L'impiegato si chiama Linus Torvalds ed è il creatore di Linux.
I processori Transmeta sono progettati per mantenere consumi minimi: il particolare disegno e una singolare gestione a livello software che varia dinamicamente la velocità del processore in base alle esigenze, consentono di raggiungere consumi energetici sull'ordine dei 6 mW (l'AMD Athlon XP da 1 GHz richiedeva più di 54W!), limitando nel contempo anche la produzione di calore.
La compatibilità con l'architettura Intel non è gestita a livello hardware ma a livello software, eliminando ogni limite di disegno: con la tecnologia del Code Morphing i Crusoe sono in grado di emulare qualunque processore, come l'Intel, utilizzando solo un quarto dei transistor.
È previsto il supporto nativo per la crittografia, inoltre, stando alle dichiarazioni di Transmeta l'architettura del processore è sufficientemente flessibile da consentire l'impiego di nuovi algoritmi di protezione.

Il display

Accendendo la macchina il logo di Windows XP ci rivela subito le irresistibili qualità del display, che nonostante abbia una diagonale di appena 8,9'', sfoggia una risoluzione di ben 1024x600 Pixel (WXGA), ad alto contrasto, con un angolo di visuale decisamente alto. Questo si traduce in un vantaggio enorme quando la macchina è usata come tablet-pc, condizione in cui generalmente non si scrive puntando lo sguardo in modo perpendicolare al display. Il display, qualora non fosse chiaro, ruota di 180° in senso orario e va a coprire la tastiera: dal fianco destro è possibile estrarre un elegante stilo delle dimensioni di una penna a sfera, che consente di agire direttamente sul display di tipo touch-screen.
Il software preinstallato invece permette di ruotare con pochi click lo schermo di 90°, verso destra o verso sinistra (modalità portrait), o di 180°, mentre in meno di un istante è possibile abilitare l'emulazione del pulsante destro del mouse per poter lavorare esclusivamente con lo stilo. A completare il tutto c'è un incredibile sistema di riconoscimento della scrittura, che dopo qualche ora di pratica consente di scrivere (quasi) naturalmente in corsivo sullo schermo e di vedere il proprio lavoro dirottato direttamente sull'editor di testo.
Mi sembra comunque doveroso specificare che una simile risoluzione, con un display così piccolo, per quanto qualitativamente valido, alla lunga tende a stancare sensibilmente la vista. Il FlyBook infatti non è adatto a carichi di lavoro eccessivamente lunghi: le temperature rimangono accettabili anche dopo diverse ore di uso costante, ma il rischio principale è quello di ritrovarsi con la vista affaticata e con qualche difficoltà nella messa a fuoco.

Connettività

Se non è propriamente l'ideale per la redazione di lunghi documenti, anche a causa di una tastiera non molto agevole per le dita più "generose", il FlyBook non ha rivali quando si tratta di connettersi al web. Il modello in esame consente di connettersi praticamente in ogni condizione: in mancanza di una tradizionale rete ethernet o di un collegamento di tipo PSTN (con la normale linea telefonica) è possibile sfruttare eventuali reti WiFi, secondo lo standard 802.11b (10mbps), oppure un qualunque collegamento wireless di tipo Bluetooth 1.1, sia tramite un Access Point o con l'ausilio di un telefono cellulare. Quest'ultima tipologia di collegamento appare comunque superflua visto che sul fianco sinistro è presente uno slot per SIM card telefoniche. Attivando il modulo GSM si avvia il software Mobile Phone Tools, che consente di utilizzare il FlyBook come un telefono cellulare, con tanto di vivavoce, ma soprattutto di connettersi in GPRS alla rete.



Pregi & difetti
Ormai i pregi dovrebbero essere chiari. Le dimensioni, i consumi, il display touch-screen rotante, tre sistemi di connettività, cui si aggiungono un hard-disk da 40 GB e 512 MB di RAM tipo DDR, possono fare la felicità degli utenti più pretenziosi. Da non trascurare neanche il track-point che consente di emulare il mouse ed la doppia serie di pulsanti che svolgono le stesse funzioni dei due tasti del mouse.
Due porte USB 2.0 e due di tipo Firewire IEEE 1394 consentono di collegare un numero potenzilamente illimitato di periferiche, mentre l'uscita VGA/TV, collegata ad un monitor esterno, può aiutare l'utente ad estendere il desktop del FlyBook con un occhio di riguardo per la vista.
Anche i difetti sono per lo più noti. Lo schermo affatica la vista, la tastiera è piccola ed i collegamenti wireless gravano in modo a volte non trascurabile sulla risposta del processore. Il limite principale è costituito forse dalla scheda video, che pur gestendo in modo agevole il doppio display non è assolutamente in grado, con i suoi 16 MB, di riprodurre in modo fluido un qualunque filmato. Le casse sembrano comunque sufficienti per l'ascolto qualche file audio nel silenzio del proprio lavoro. Visti i costi, superiori ai duemila euro, sarebbe lecito anche aspettarsi materiali e finiture di qualità superiore, come un qualunque sistema di clip per la chiusura dello schermo, anche se la struttura esterna appare tutt'altro che fragile e complessivamente molto leggera.

Per molti ma non per tutti
Alla luce di quanto finora esposto, è chiaro che il FlyBook si rivolge ad un utenza ben delineata: non ha gli ingombri di un normale portatile ed è privo di tutte le possibili limitazioni che possono essere individuate in un palmare.
Se avete sempre oscillato tra queste due tipologie di prodotto un sub-notebook è quello che fa per voi, ed il FlyBook, se possibile, varca anche i confini di quest'ultima categoria.

(Fonte: http://www.morse.it - Copyright 2003 Morse S.r.l.)